GIUSEPPE PENONE // EQUIVALENZE

alla Gagosian Gallery di Roma, le eleganti Equivalenze tra natura e cultura 

di Giulia Pergola

Dopo la mostra ospitata da Fendi a Palazzo della Civiltà Italiana all’Eur, Giuseppe Penone è nuovamente protagonista di un’altra interessante personale, questa volta nello spazio ellittico della Gagosian Gallery nel pieno centro storico della città.

Due personali dedicate ad un grandissimo scultore italiano hanno inaugurato ad un giorno di distanza l’una dall’altra, con il comune intento di presentare ufficialmente alla città una personalità fondamentale per il panorama artistico internazionale.

Accade a volte che alcuni nostri grandi artisti riscontrino maggiore fortuna all’estero che non in Italia. Fortunatamente non è questo il caso di Penone che oltre ad essere acclamato in tutto il mondo, ha avuto grandissima fortuna proprio nella sua città d’adozione, Torino: basta visitare il Castello di Rivoli o il meraviglioso Giardino delle Sculture Fluide per comprendere il profondo legame che unisce l’artista alla città.

Penone nasce a Garessio (Cuneo) e proprio nel paesaggio del Basso Piemonte avvia le sue prime ricerche sperimentando nuovi linguaggi artistici che, tra il 1968 e il 1969, il critico e teorico d’arte Germano Celant leggerà come una delle molteplici espressioni di quel movimento artistico da lui denominato Arte Povera. In realtà definirlo movimento non è del tutto corretto, dato che gli stessi artisti che ne facevano parte hanno sempre cercato un’emancipazione da questa etichetta, che proprio Penone ama definire un ‘cappello’, una sorta di area semantica comune a questo gruppo di artisti, tanto per usare un termine letterario.

Il successo di Penone iniziato nei primi anni Settanta, grazie alla grande originalità e alla profondità di pensiero di opere raffinate come Svolgere la propria pelle o la serie dei Soffi, prosegue ancora oggi attraverso continue ricerche e declinazioni delle tematiche più care all’artista.

GIUSEPPE PENONE Equivalenze – 12 aprile 2016, 2016 Metallo, acido, terracotta 88x140x20 cm @ Archivio Penone
GIUSEPPE PENONE Equivalenze – 12 aprile 2016, 2016
Metallo, acido, terracotta 88x140x20 cm @ Archivio Penone

La sintonia tra Gagosian e Penone è ormai nota, ma per quanto riguarda la sede romana della galleria, Equivalenze è la prima mostra che Gagosian dedica al maestro nella capitale. Nella primavera 2015 è stata la volta di Spazio di luce, un’installazione monumentale che celebrava i raffinati giochi luministici dell’artista, ma le opere esposte attualmente rappresentano le ricerche più recenti.

Ad accogliere i visitatori c’è una videoinstallazione che racconta in pochi minuti il processo creativo di alcuni calchi che l’artista realizza stringendo la materia fluida nelle proprie mani. È una sorta di anticipazione rispetto a ciò che si potrà ammirare nelle due sale successive.

Nella piccola anticamera due disegni datati al 2016 ribadiscono la devozione che l’artista nutre nei confronti della pratica scultorea e della sua derivazione fisiologica dalla natura; sotto le eteree linee a matita si legge chiaramente la frase “Scultura come gesto della mano”. Questo breve ma fondamentale enunciato è il fil rouge che accomuna tutte le opere in mostra: da un lato l’importanza della gestualità intesa come azione, volontà e vitalità, dall’altro la complementarietà tra la scultura derivata dal mondo naturale e la cultura derivata dalla mano dell’uomo.

GIUSEPPE PENONE Giuseppe Penone nel suo studio a Torino, Italia, novembre 2016 Foto: Angela Moore © Archivio Penone
GIUSEPPE PENONE
Giuseppe Penone nel suo studio a Torino, Italia, novembre 2016
Foto: Angela Moore © Archivio Penone

Il gesto che determina la volontà e la necessità di una sintesi è l’elemento che unisce natura e cultura. Ed è sempre il gesto ad essere protagonista della mostra: al centro della sala principale si trovano due installazioni che ricordano, non a caso, i Gesti vegetali dei primi anni Ottanta; qui due alberi di metallo dalle forme allungate e stilizzate, trasformano le proprie radici in figure antropomorfe esprimendo la profonda relazione che lega l’uomo alla natura attraverso la gestualità della scultura. Concetto che si ritrova anche nelle serie di quattro opere installate sulla parete frontale in cui decine di calchi ottenuti dalla compressione della materia nelle mani sono sovrapposti su piastre di metallo dipinte tramite un processo di ossidazione. I toni caldi e naturali dello sfondo si esaltano grazie alla tridimensionalità dei calchi che li ricoprono e che sono stati ottenuti a loro volta utilizzando delle terre provenienti da tutto il mondo raccolte da un gruppo di collaboratori dei laboratori di Sèvres, località francese nota per la raffinata produzione di ceramiche.

GIUSEPPE PENONE Equivalenze (Equivalences) 2016 Film still dalla serie Ephemeris @ Archivio Penone
GIUSEPPE PENONE
Equivalenze (Equivalences) 2016
Film still dalla serie Ephemeris @ Archivio Penone

L’universalità del gesto che si concretizza nell’impronta del calco e quindi nella scultura, ribadisce la democraticità che è alla base della poetica di Giuseppe Penone e che permetterà al pubblico romano di apprezzare un artista che ha fatto dell’autenticità e della chiarezza due dei suoi tratti distintivi.

È un piacevole binomio quello di Fendi e Gagosian promotori di un incontro tra Penone e Roma che ci si augura essere solo l’inizio di una splendida amicizia.

Giuseppe Penone, Equivalenze
Gagosian Gallery
Via Francesco Crispi 16, Roma
dal martedì al sabato 10.30 – 19
27 gennaio – 15 aprile 2017
Ingresso gratuito

In copertina: GIUSEPPE PENONE, Equivalenze2 luglio 2016, 2016
Metallo, acido, terracotta Elementi 88 x 140 x 20 cm, dimensioni totali 264 x 280 x 20 cm © Archivio Penone

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