ALEX WEBB, IL COLORE DEL TEMPO

di Jamila Campagna

Il 23 settembre scorso, la Contrasto Galleria di Milano ha inaugurato l’esposizione Where tomorrow is yesterday, una selezione di scatti realizzati da Alex Webb sul territorio dell’India,
un progetto carico di valenze simboliche e culturali, dove lo sguardo cosmopolita del fotografo di strada si è dilatato a raccogliere il vissuto di una particolare porzione di mondo. Le fotografie di Alex Webb sono delle strutture livellari, pronte a restituire la complessità dello spazio urbano; la scansione costruttiva delle sue immagini offre un approccio dove il soggetto raffigurato viene scoperto in più fasi: edifici e pareti come quinte sceniche da cui le figure entrano ed escono, stanze che si aprono sul fondo a compiere prospettive multiple e decentrate, finestre come tagli narrativi. Fotografo della Magnum dal 1976, Webb sceglie il colore come fosse un vocabolario fatto di aggettivi imprescindibili per documentare le culture che incontra. Il colore, nei suoi scatti, è la pulsazione vitale con cui la luce rivela le forme del mondo. La luce è colore, mentre la composizione serve ad attivare una dinamica dello sguardo dove gli elementi, dislocati su diverse profondità, aderiscono alla superficie dell’inquadratura e si combinano tra racconto e interpretazione; l’occhio dell’osservatore salta da un dettaglio all’altro nell’immagine, come fossero punti di riferimento, e segue le direttive di una rete di senso. è così che Webb racchiude la dimensione del tempo.

Bombay, India, 1981
Alex Webb, Bombay, India, 1981. ©Alex Webb/courtesy Contrasto Galleria, Milano

«Un popolo che usa la stessa parola per dire ieri e domani non si può dire che abbia un solido controllo sul tempo», dice Salman Rushdie, nel suo romanzo d’esordio I figli della mezzanotte, riferendosi al popolo dell’India. A questo si riferisce il titolo della mostra, Where tomorrow is yesterday: i piani di realtà si sommano, si scalzano e si sorreggono giustapponendosi; lo spazio è esperienza del tempo, non nel suo farsi cronologico ma nella sua manifestazione subitanea, in quell’eterno presente che è l’”è stato” di ogni foto.

Alex Webb ha il sorriso cordiale e disponibile di chi ha una grande esperienza e i piedi delicatamente poggiati a terra; davanti allo scaffale grande quanto una parete, pieno di libri fotografici, della Galleria Contrasto, poi nella sala espositiva, Webb parla con entusiasmo della sua fotografia e del suo modo di essere fotografo.

1 La fotografia è un modo per raccogliere e analizzare la realtà su una superficie. Cosa puoi dire relativamente alla struttura delle tue fotografie e sugli elementi che la compongono?
Ho sempre creduto che ci fosse un certo livello di complessità nella fotografia. Tendo a essere assorbito dalle cose complesse e dagli elementi stratificati. Dipende molto dal fatto che sostanzialmente vedo il mondo come un luogo multiforme, difficile da definire, difficile da comprendere integralmente. Potrei dire che le mie fotografie sono un modo per cercare di raggiungere una comprensione visiva di quella che è la mia esperienza del mondo. Non so cosa troverò quando esco di casa, è un processo di scoperta.

2 Circa la complessità del mondo, il progetto Where tomorrow is yesterday è una ricerca sull’India. Come sei riuscito a creare una serie uniforme e omogenea documentando un Paese stratificato qual è l’India?
Questa è una domanda interessante; questa selezione di foto, effettivamente, proviene da tre differenti viaggi in India, realizzati in un lungo periodo di tempo. Il primo viaggio che ho fatto in India è stato nel 1981, mentre i successivi sono stati nel 2013 e nel 2014. Dunque, è molto interessante vedere che le fotografie mantengono una continuità, perché nonostante il lungo periodo di tempo in cui si è protratta la realizzazione del progetto, ho continuato a vedere il mondo nello stesso modo e a reagire nella stessa modalità attraverso il passare degli anni.

Delhi. spice market. unloading trucks w/bags of spices, dried fruit, etc. Also alternative small spice market near railroad station in Old Delhi

3 La maggior parte dei tuoi lavori sono realizzati a colori. Qual è il ruolo del colore nella tua fotografia?

Il modo in cui sono arrivato al colore è interessante; ho iniziato con la fotografia in bianco e nero e ho lavorato quasi completamente in pellicola bianco e nero fino al 1978 circa. Ma dal 1975 al 1978 ho iniziato a lavorare su luoghi come Haiti, lungo il confine americano con il Messico, e poi più giù ai Caraibi e in America Latina. Nel farlo ho realizzato che mi stava sfuggendo qualcosa, che non stavo affrontando l’intensità della luce e i colori vibranti di quei luoghi; ho sentito che quei territori erano luoghi dove il colore è integrato nella cultura e penso che sia certamente così anche per l’India. Sicuramente esistono molte splendide foto in bianco e nero scattate in India, ma la mia esperienza in India è stata come essere assalito da una totale intensità di colore mentre camminavo giù per le strade.

4 Scattando per le strade, quanto è importante essere nel posto giusto al momento giusto?
È molto importante, ma non sai mai quali siano il posto e il momento giusto. Ci sono volte in cui percepisci la possibilità di fotografare e scatti molte foto procedendo in una direzione ma, per qualche motivo, non funziona; allora ti giri e vai nell’altra direzione, scatti due immagini e lì trovi la foto. A volte devi attraversare la frustrazione e la pena di scattare molte foto senza successo per poi raggiungere quelle giuste attraverso un altro percorso. Per me, fotografare sulla strada è un processo molto misterioso, non hai mai il controllo. Il mondo è il tuo partner ma tu sei in balia del mondo. Non ha niente a che vedere con il controllo: si tratta di raccogliere una risposta.

In copertina: Alex Webb, FortKochi, 2014.
©Alex Webb/courtesy Contrasto Galleria, Milano

ALEX WEBB
Where tomorrow is yesterday
Fotografie dall’India
24 settembre – 21 novembre 2015
CONTRASTO GALLERIA
Via Ascanio Sforza 29, Milano.
Per informazioni: Alessia Paladini,
contrastogalleria@contrasto.it, 0289075420,
www.contrastogalleria.com

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