VIVIAN MAIER // Una fotografa ritrovata

di Vera Viselli

New York, 1953. © Vivian Maier/Maloof Collection, Courtesy Howard Greenberg Gallery, New York.
New York, 1953. © Vivian Maier/Maloof Collection, Courtesy Howard Greenberg Gallery, New York.

Vivian Maier è un caso estremo di riscoperta postuma: ciò che visse coincise esattamente con ciò che vide. Non solo era sconosciuta in ambito fotografico ma sembra addirittura che nessuno l’abbia mai vista scattare fotografie. La sua vicenda rivela anche molto su quanto sia grande il potenziale nascosto di tanti esseri umani. (Geoff Dyer)

Immaginatevela, questa tata sconosciuta che passava giorni interi in giro per New York, Chicago, Los Angeles a scattare foto ai passanti, del tutto inosservata, a partire dagli anni Cinquanta. Una tata, sì: fece la bambinaia per tutta la sua vita, lei che di bambini non ne aveva avuti e che era stata cresciuta solo dalla madre, tra l’America e la Francia. E sconosciuta, perché venne scoperta solamente nel 2007, per puro caso. John Maloof, figlio di un rigattiere, aveva bisogno di immagini per una sua ricerca sulla città di Chicago, e vista la loro carenza, si ritrovò ad acquistare ad un’asta, per 380 dollari, un box che sperava ne contesse di sufficienti. In realtà, quel box conteneva una miriade di oggetti: cappelli, scontrini, vestiti e centinaia di rullini e negativi ancora da sviluppare. Maloof ne stampò alcuni, pubblicò le foto su Flickr ed ottenne moltissime dimostrazioni d’interesse, cosa che lo indusse a fare ricerche più approfondite sull’autore di quelle fotografie. Ecco come scoprì Vivian Maier – che morì appena due anni dopo senza che riuscisse ad incontrarla ed a parlarle, che subì un destino molto simile a quello della poetessa Emily Dickinson, che scrisse le sue poesie senza mai pubblicarle mentre era ancora in vita.

Florida, 9 gennaio 1957. © Vivian Maier/Maloof Collection, Courtesy Howard Greenberg Gallery, New York.
Florida, 9 gennaio 1957. © Vivian Maier/Maloof Collection, Courtesy Howard Greenberg Gallery, New York.

Maloof decise quindi di fare di questa scoperta un impegno costante, impegnandosi a far sì che tutte le sue fotografie potessero essere viste, conosciute, grazie a delle mostre itineranti organizzate in tutto il mondo. Ed è esattamente questo il senso di questa mostra: le 120 foto in B/N scattate tra gli anni Cinquanta e Sessanta e la selezione di alcune, a colori, realizzate negli anni Settanta, insieme ad alcuni filmati in super8 servono a dipanare leggermente quell’alone di mistero che l’ha accompagnata sino ad ora (e che certamente ne ha fatto crescere il fascino), mostrando quanto fosse interessata alla vita quotidiana delle città, ai suoi abitanti; quanto fosse attratta dai dettagli, dalle particolarità anche imperfette dei bambini, degli anziani e di tutti i cittadini che le passavano accanto, giorno dopo giorno. Più che una mostra rappresentativa, questa, è una mostra ‘presentativa’, nel senso che presenta al grande pubblico l’opera di un’artista che ha realizzato una quantità impressionante di fotografie senza mai mostrarle a nessuno, quasi fotografasse solo per se stessa, come sembrano dimostrare anche i numerosi autoritratti. Ci troviamo dinanzi ad una donna che praticando la fotografia per tutto il corso della sua vita, non ha mai avvertito il bisogno di condividerla con chicchessia, e questo la dice lunga sull’idea di ‘socialità’ che invece, oggi, sembra caratterizzare le immagini e la loro fruizione. Se volete, pensatela come ad un’antesignana street-photographer: stava attentissima al dettaglio, alla luce, alla composizione, aveva dalla sua un tempismo eccezionale ed un’empatia nei confronti degli altri che raramente si possono trovare in una solo corpo.

Senza titolo, Chicago, agosto 1976. © Vivian Maier/Maloof Collection, Courtesy Howard Greenberg Gallery, New York.
Senza titolo, Chicago, agosto 1976. © Vivian Maier/Maloof Collection, Courtesy Howard Greenberg Gallery, New York.

Vivian Maier
Una fotografia ritrovata

A cura di Anne Morin e Alessandra Mauro
Museo di Roma in Trastevere
17 marzo – 18 giugno 2017

Informazioni Tel. +39 060608 (tutti i giorni ore 9.00-21.00)

In copertina: New York, 10 settembre, 1955. © Vivian Maier/Maloof Collection, Courtesy Howard Greenberg Gallery, New York.

 

 

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