PAOLA TURCI, CANTO QUINDI IO SONO

intervista di Jamila Campagna

Il nuovo album di Paola Turci, Io sono (Warner Music), pubblicato lo scorso 21 aprile, è subito entrato nella top 10 dei dischi più venduti in Italia, mentre il primo estratto, dal titolo omonimo, proprio in questi giorni è nella Top 40 dei singoli più ascoltati su Spotify. Un esordio brillante per un disco che raccoglie canzoni storiche, reincise per l’occasione, e inediti, tra onde sonore elettroniche e strumentazione acustica. Il tour promozionale ha visto la sua prima tappa il 5 giugno scorso e attraverserà l’Italia per tutto il periodo estivo.

1 La voce, pura e distinta, l’arrangiamento minimalista, il ritmo quasi biologico delle percussioni; tutto tende all’essenzialità, a metà tra un’elevazione trascendente e il recupero di un’energia viscerale, viscosa. Io sono è un album tra cielo e terra?

Se parliamo di elevazione trascendente ed energia viscerale allora mi permetto di dire che Io sono è nel centro della mia anima, esattamente tra cielo e terra, dove l’inconscio è vivo e vitale.

2 E’ anche un album antologico, un percorso attraverso la tua carriera e la tua vita; hai scelto di reincidere anche dei brani degli esordi, come Quel fondo di luce buona e Lettera d’amore d’inverno. Possiamo considerarle un regalo che hai voluto fare al pubblico che ti segue dagli esordi e, al contempo, ai tuoi follower più giovani che così hanno occasione di apprezzare i tuoi classici?

Ho voluto un disco antologico essenziale ma che non trascurasse episodi per me significativi dal punto di vista artistico e sentimentale. Ho sempre avuto un debole per quei due brani – Lettera d’amore d’inverno e Quel fondo di luce buona – a partire dal titolo. Sono densi, profondi, eleganti e, secondo me, senza tempo.

3 L’essere umano è un animale politico e spesso nei tuoi testi hai affrontato temi ben posizionati su questo aspetto; nella selezione di Io sono, tuttavia, troviamo soprattutto canzoni d’amore. Sarà che poi alla fine è sempre “l’amor che move il sole e le altre stelle“?

L’amore, in ogni sua forma, anche se io prediligo quella sociale, cosmica – la mia Bambini ne è un esempio – è il tema più potente ed efficace di questo mondo. E la musica è lo strumento per diffonderlo.

4 Dicevamo che le canzoni sono state reincise; ora hanno una dimensione più intimistica e avvolgente rispetto alle originali, un tono più delicato, sussurrato, vicinissimo a chi è in ascolto. Un dialogo: nell’incontro con l’altro si definisce se stessi, nella relazione sta l’identità. Come è avvenuto questo processo di trasformazione delle canzoni?

Con l’aiuto di Federico Dragogna, che ha prodotto il disco, sono riuscita a dare alle canzoni del passato tutta la leggerezza e la leggibilità di cui erano – sono –  capaci. È stato un lavoro maturato durante la scrittura della mia autobiografia. In pratica ho fatto sul disco lo stesso lavoro che ho fatto su di me: mostrarsi per quello che si è, alleggerendo, liberando la propria natura da inutili impalcature.

5 Possiamo dire che questo album è il tuo vestito. In Quante vite viviamo, canti “Dovrei provare a dire cosa non sono più, mettere da parte tutti i malintesi, tutte le ferite, le notti appese“; questa frase e l’intero testo di Io sono suggeriscono che tu stia misurando la tua persona tra presente e passato, come fossi un fiume, che è sempre lo stesso, seppur mai lo stesso.

Nelle tue domande ci sono già le risposte, che sono bellissime come la metafora del fiume. Grazie.

6 Sono io a ringraziarti, la tua figura è di grande ispirazione.
A questo punto, per salutarci, ti chiederei di cantare un pezzo per noi, ma siamo su carta! Ti chiedo, allora, una strofa della canzone che canteresti se ora fossimo in video o in radio.

Me l’hai appena fatta venire in mente:
Noi siamo ancora qui, in quest’attesa che sa di infinito siamo ancora qui, in questa stanza che è il nostro vestito, siamo ancora qui, tra la vita che aspetta impaziente siamo ancora qui… Felici, sia pure un istante!

TOUR DATES

13 giugno – ARPINO (Frosinone)
19 giugno – RIVERGARO (Piacenza)
20 giugno – VASCON (Treviso)
27 giugno – BOLOGNA
2 luglio – RIMINI
9 luglio – ROMA
12 luglio – COCUZZO (Cosenza)
15 luglio – PADOVA
27 luglio – MONTALBANO DI FASANO (Brindisi)
30 luglio – RECANATI (Macerata)
7 agosto – MIGLIONCINO (Matera)
13 agosto – BELLUNO
14 agosto – SPINAZZOLA (Bari)
15 agosto – TORTORETO LIDO (Teramo)
19 agosto – BRESCIA
22 agosto – ARZANA (Nuoro)


www.paolaturci.it
www.facebook.com/PaolaTurci
www.warnermusic.it
www.gibilterra.org

Photo credits:Ilaria Magliocchetti Lombi

 

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