MUSICA SULLE BOCCHE 2018

a cura della redazione

Dal 23 al 26 agosto torna Musica sulle Bocche, Festival Jazz Internazionale, per la sua 18esima edizione a Santa Teresa Gallura (Sardegna); per entrare nel mood di questa edizione, abbiamo parlato con il direttore artistico, il musicista jazz Enzo Favata, che è andato a ritroso nel tempo per individuare la genesi di questo progetto, fino ad arrivare ad oggi, raccontando il fascino discreto di un festival speciale che si propone come un vero e proprio spettacolo integrato, tra musica jazz e sperimentale, scoperte naturalistiche e visual mapping.

Musica sulle Bocche è alla sua 18esima edizione ma è stato ideato 19 anni fa, quando andai a Santa Teresa Gallura per fare uno spettacolo che si chiamava Voyage en Sardaigne, con un tenore e un’orchestra, uno spettacolo nato da un disco uscito con le edizioni musicali del Manifesto, che in quegli anni curava delle pubblicazioni interessanti” racconta Favata. “Facemmo uno spettacolo nel porto e da lì ci fu una richiesta di realizzare un festival internazionale di jazz. Il sindaco e l’assessore mi dissero di volerlo chiamare Festival Internazionale Jazz Santa Teresa Gallura. Ma per un festival così ci voleva un titolo incisivo, che fosse di impatto. Mentre ero lì, una notte mi affacciai da una terrazza che dà sulle Bocche di Bonifacio, così decisi: questo festival si chiamerà Musica sulle Bocche. Mi chiesero perché, dicendomi che si doveva trattare di un festival jazz e non di un festival canoro e che quel titolo poteva essere fuorviante. Musica sulle Bocche: perché le Bocche di Bonifacio sono la rappresentazione dell’urlo che ogni giorno la natura manda all’uomo per dirgli quanto è bella e ricordargli quanto l’uomo non se ne accorge.”

Ignazio Cadeddu e allievi, workshop, Musica sulle Bocche 2017. Foto: Giulio Capobianco

Il nome del festival dunque nacque da una suggestione paesaggistica notturna e sui livelli della suggestione si sviluppa ogni atto di ogni edizione di questo evento che si è subito proiettato nella dimensione paesaggistica.

All’inizio il festival si realizzava in piazza con grandi palchi, allestimenti consueti; era una bella festa in una cittadina balnerae. Poi non ci bastò più stare solo su un palco vero e proprio, così abbiamo iniziato a fare concerti all’alba e al tramonto, a cercare palcoscenici differenti: spiagge, chiese campestri, concerti nello spazio vicino al faro, concerti nella cosiddetta Valle della Luna, Cala Grande“. In particolare Enzo Favata si sofferma su questa location e ne approfondisce la storia spiegandoci che La Valle della Luna è il sito in cui, sin dagli anni 60, gli hippies andavano a passare le estati, dormendo nell grotte e che alcuni di loro si sono stanziati lì fino alla vecchiaia. Viene chiamata Valle della Luna perché ha delle rocce modellate dal vento, sembra un paesaggio lunare, è fatta ad anfiteatro e il concerto inaugurale di ogni anno ha luogo proprio in questo antro. E così sarà anche quest’anno, il 23 agosto, con il concerto al tramonto di Pasquale Mirra (vibrafono) e Dudù Kouaté (percussioni), con quelle rocce a fare da quinta scenica, in un luogo magico che si raggiunge via trekking, per poi tornare in paese con il buio, lasciandosi guidare dalle torce.

Cala Grande, Musica sulle Bocche 2017. Foto: Giulio Capobianco

L’idea di realizzare i concerti negli spazi all’aperto ci ha fatto sviluppare un format che consente di fare ascoltare un certo tipo di musica a molte più persone di quante ne verrebbero se fossero concerti in un teatro: negli ultimi 10 anni nel jazz si è creata la logica della pop star ma questo tipo di logica non ha fatto aumentare il pubblico giovanile” spiega Favata. “Lo Europe Jazz Network ha fatto degli studi che evidenziano come il jazz stia rischiando di diventare una musica con sempre meno ascoltatori, perché il pubblico sta invecchiando assieme ai musicisti che fanno jazz. Così abbiamo cercato di realizzare degli happening e questi happening coinvolgono i giovani e li fanno entrare in contatto con musicisti che altrimenti non avrebbero l’occasione di ascoltare. In questo modo anche i musicisti meno conosciuti riescono ad avere un pubblico più ampio perché sono immersi nell’happening, sono inseriti in un evento partecipativo: lo spettacolo è l’happening nella sua interezza e il musicista vi è dentro. La modificazione della luce e del paesaggio al tramonto e all’alba, l’esperienza a piedi, all’aperto, il viaggio lento, l’andare, sono una serie di cose che dal punto di vista sociale fanno attivare dei cambiamenti Abbiamo cercato il canale giusto per essere divulgativi, accoglienti“. Ed è con questa formula che Musica sulle Bocche diviene di volta in volta un grande attrattore, un festival con un carisma notevole che riesce a valorizzare i musicisti emergenti accanto ad artisti affermati.

Concerto all’alba, Musica sulle Bocche 2016. Foto: Giulio Capobianco

Tra gli highlight delle scorse edizioni, Enzo Favata ricorda il concerto per piano solo di Michael Nyman – autore della colonna sonora del film Lezioni di piano – che regalò le sue musiche in riva al mare alle 6 di mattino. Nome di punta di quest’anno sarà Sergio Cammariere, che porterà il suo repertorio accompagnato da un quartetto jazz. A riempire le fila del ricco programma di quest’anno c’è il concerto OCEANES di Clara Peya (piano solo) all’alba sulla spiaggia di Rena Bianca il 26 agosto: la pianista, tra le più originali compositrici della scena musicale catalana, proporrà brani dal suo ultimo album Oceanes, nel quale celebra la donna attraverso l’elemento dell’acqua, con il pianoforte come elemento principale a rendere travolgente la performance dal vivo, arricchita dall’introduzione di sonorità elettroniche. Tra i protagonisti di Piazza Santa Lucia – location cittadina ci sarà il pianista, compositore, educatore e attivista panamese Danilo Pérez, che si esibirà al piano in trio con Ben Street (contrabbasso) e Nate Winn (batteria), la sera del 25 agosto.

Fringe, Andrea Pilloni. Musica sulle Bocche 2017. Foto: Giulio Capobianco

A chiudere il festival c’è la serata Fringe, dedicata alle esibizioni live dei giovani talenti, cinque progetti musicali scelti dal direttore artistico Enzo Favata insieme al suo staff attraverso l’ascolto “blindfold”, senza avere informazioni esterne al file audio, in modo da valutare esclusivamente sulla base degli elementi musicali. Questi i cinque musicisti che si esibiranno la sera del 26 agosto, sempre in Piazza Santa Lucia: Daniele “Danyart” Ricciu, Mal Bigatto Trio, MIRA332Roberto Puleo, Lilac for People di Francesca Gaza.

Facciamo politica di turismo culturale? Forse. Facciamo politica di aggregazione sociale? Probabilmente sì. Facciamo uno spettacolo? Sicuramente sì. Magari non abbiamo i fondi economici che hanno altri festival italiani o internazionali, ma noi lavoriamo sul coinvolgimento del pubblico e sul proporre musicisti che fanno ricerca” conclude Enzo Favata, sottolineando che la pubblicità più grande del festival è il passaparola, un progetto che racconta e si fa raccontare, di bocca in bocca.

Per il programma completo visitare: www.musicasullebocche.it

In copertina: Roberto Ottaviano, Sonic Hologram Sax Quartet, Musica sulle Bocche 2017. Foto: Giulio Capobianco

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