GOA BOA // A GENOVA IL FESTIVAL DEL MARE

di Veronica Privitera

Lo scorso luglio abbiamo partecipato a due delle cinque serate del Goa Boa Festival, la manifestazione musicale organizzata dall’Associazione Culturale Psyco in collaborazione con il Comune di Genova, la Provincia di Genova e la Regione Liguria, un festival dal lontano 1998 allieta il capoluogo ligure con la musica di artisti affermati ed emergenti e dà spazio soprattutto alla musica indipendente, sullo sfondo dell’Arena del Mare nel meraviglioso e suggestivo Porto Antico.

I Negrita hanno dato il via alle danze di questo Goa Boa 2018, il 13 Luglio, chiuso invece da Coez e Coma_Cose il 25 dello stesso mese. Noi abbiamo avuto il piacere di assistere a due delle giornate più ricche, quelle del 20 e 21 Luglio, con artisti come Viito, Motta e nomi già noti al festival come Pinguini Tattici Nucleari, I Ministri e Caparezza.
L’arena inizia appena a riempirsi con i Viito, che danno inizio alla serata, seguiti dagli esuberanti Pinguini Tattici Nucleari che tra Sciare, Gioventù Brucata e Irene, ci fanno ballare, cantare e pogare.

Motta, live at Goa Boa Festival, Genova. Foto: Antonio Pantaleo

Le luci si abbassano ed è la volta del rock de I Ministri che, tra grandi classici come Sole, Comunque, Vestirsi Male e nuovi inediti dal loro ultimo album Fidatevi, tra cui Mentre Fa Giorno, Tra Le Vite Degli Altri e la nuovissima Fumare, danno spazio ad uno dei loro più significativi successi: La Piazza, in ricordo di Carlo Giuliani, vittima dei fatti del G8 di Genova, vero protagonista della serata, ricordato da tutti gli artisti.
L’ultimo cambio di palco ci porta Motta, l’artista più atteso, con la presentazione del suo ultimo album Vivere o Morire, dedicato all’attrice nonché sua compagna Carolina Crescentini, che ci trasporta totalmente nel suo mondo con brani come Prima o poi ci passerà, La nostra ultima canzone, Del tempo che passa la felicità e Abbiamo vinto un’altra guerra; Motta è un animale da palcoscenico e non manca di soffermarsi a parlare con il pubblico, con racconti di qualche simpatico aneddoto.

Motta, live at Goa Boa Festival, Genova 2018. Foto: Antonio Pantaleo

La serata seguente è totalmente differente, sia nello spirito che, ahimè, anche nel clima. Aprono i Voina, seguiti da Mudimbi ma il rapper pugliese Caparezza, all’anagrafe Michele Salvemini è, probabilmente, l’artista più atteso di questa edizione e lo si evince anche dal fatto che la piazza è totalmente piena, nonostante la pioggia battente che ci accompagna per quasi tutto il concerto.
Nel pubblico giovani e meno giovani sono una cosa sola. Un tappeto di mantelline anti-pioggia e ponchos di tutti i colori che ballano, saltano e pogano a tempo: questo è Caparezza.
Lo spettacolo, promozione dell’ultimo album dell’artista, Prisoner 709, è curato nei minimi dettagli, ogni canzone è accompagnata da una vera e propria sceneggiatura. La mia parte intollerante dà il via alla serata alle 21.30 esatte, seguita da enormi successi come Sono il tuo sogno eretico, Vengo dalla luna, Fuori dal tunnel, Vieni a ballare in Puglia, che si sono distinte negli anni come hit stratosferiche e che ancora suonano attualissime, e dalle ultime uscite Larsen, Una chiave e Ti fa stare bene.
Ormai noto al grande pubblico da molti anni, Caparezza si è sempre distinto, soprattutto grazie alla particolarità della sua voce e l’originalità infinita dei suoi brani, sia nei testi che nelle musiche. Con questo concerto si è mostrato ancora più versatile e di spicco sul piano professionale, un artista a 360 gradi: oltre che cantante, anche un attore e grandissimo performer… insomma, ci ha fatto stare bene!

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