MATTEO FRATERNO. ESPERIENZE / L’INFINITO INTRATTENIMENTO

di Federico Decandia

Come sognare dentro una biblioteca? È l’enigma che fa da sfondo a ESPERIENZE / l’infinito intrattenimento nella Biblioteca per le Arti Contemporanee della Fondazione Morra, dove Matteo Fraterno dimorerà per un mese prendendosi cura del luogo come artista bibliotecario, sospendendo il regime di attività ordinaria e attivando un rizoma di relazioni con i libri, i visitatori e l’arredo.

Il preludio all’apertura al pubblico del 15 Febbraio è consistito nella visione degli arredi temporanei per far sì che l’artista-viaggiatore giungesse ad una condizione di familiarità con una rinnovata dimensione domestica. Tra questi, il giaciglio è il segno più eloquente dell’origine del progetto di residenza, che prende forma a seguito del viaggio di Fraterno nel sito archeologico di Oropos. Collocare nella biblioteca alcune tracce della documentazione fotografica di questa perlustrazione, significa invitare a riflettere sul fatto che in ogni luogo si addensa un montaggio di tempi multipli, talvolta incommensurabili. Oropos, luogo di esilio per i dissidenti durante la Dittatura dei colonnelli, è anche il sito dell’Oracolo di Anfiarao dove, secondo il mito, i pellegrini sostavano per la notte in una condizione di incubazione purificatrice. Di qui l’idea di far migrare il giaciglio, insieme alle condizioni di un “sognare meglio”, da un sito archeologico ad una biblioteca. Le pelli di montone utilizzate per la sua realizzazione, approdano nella biblioteca della Fondazione Morra transitando idealmente e materialmente dalla Via Egnatia, rievocando non soltanto la dimensione mitica, ma ribadendo, tra le relazioni possibili, l’itinerario esperienziale di Matteo Fraterno documentato nel film Radio Egnatia.

In una biblioteca il sonno come condizione per poter sognare, diventa lo scarto più radicale per renderla non funzionale o per renderla un modello differente, quello della biblioteca universale di Leibniz. Il libro Il bibliotecario di Leibniz di Sergio Givone, insieme a L’infinito intrattenimento – il testo di Maurice Blanchot che dà il titolo a questa esperienza – sono già le tracce di relazioni che hanno il privilegio accidentale di trasfigurarsi in paradigmi per interpretare e attivare una nuova possibile relazione con la conoscenza da possedere. Accidentale perché quello delle relazioni e delle interrelazioni è un carattere costitutivamente orizzontale e antigerarchico, e la centralità generalmente attribuita ai titoli, qua si dissolve in un riferimento tra i possibili.

Un esito già realizzato dell’interazione con i materiali bibliografici è la poltrona gialla che l’artista riferisce, anche cromaticamente, al libro dei Pensieri non funzionali (Ed. Morra). Con questo stesso modus operandi Fraterno aveva provveduto, nel 2013 durante la residenza al palazzo Cassano Ayerbo D’Aragona in fase di ristrutturazione, al restauro delle porte nel piano nobile superiore, laddove l’ispirazione nasceva dall’attraversamento fisico e immaginativo di un luogo in trasformazione. Durante la quotidiana e ridondante frequentazione del cortile e degli archivi della futura Casa Morra, nella percezione delle mura esterne del retro, aveva cominciato ad echeggiare il pensiero de Le Mura di Tebe di Emilio Villa, innescando l’idea per le porte con gli inserti in pietra leccese.

Così come l’esplicito richiamo della poltrona è al progetto della “Tappezzeria Fraterno” a Gibellina nel 1998, tra le suppellettili, il vaso sopra la scrivania della biblioteca è il segno di continuità simbolica con la prima esperienza di collaborazione con Giuseppe Morra nella Vigna San Martino del 1995. Quello che potrebbe apparire come un elenco di autoreferenze o un gusto per l’autocitazione è in realtà la necessità di cogliere il carattere intimamente fragile delle relazioni che hanno bisogno di cura, di essere rinnovate e fatte migrare per conversare infinitamente con l’eterogeneitá di contesti sempre nuovi. La lunga collaborazione tra Matteo Fraterno e Giuseppe Morra, non crisitallizzabile in un elenco, con questo progetto intende ribadire il carattere interrelazionale del lavoro dell’artista, attraverso la realizzazione di una nuova tappa all’interno di una costellazione di “esperienze” che richiama Certosa nel 1995 in Vigna San Martino, l’esperienza di vendita di Polite a Palazzo delle Sperimentazioni del 2010, fino alla residenza, nei primi mesi del 2013, nella dimensione più intima e privata del restauro di Casa Morra.

Gallery fotografica: MATTEO FRATERNO ESPERIENZE/L’infinito Biblioteca per le Arti Contemporanee, Matteo Fraterno, 2020 © Fondazione Morra, foto di Danilo Donzelli 

MATTEO FRATERNO
ESPERIENZE / L’infinito intrattenimento
a cura di Loredana Troise e Pasquale Persico

15 febbraio – 14 marzo 2020
OPENING 15 FEBBRAIO ORE 12:00

Fondazione Morra – Biblioteca per le Arti Contemporanee
Vico Lungo Pontecorvo 29/d, Napoli

In copertina: MATTEO FRATERNO ESPERIENZE/L’infinito, Biblioteca per le Arti Contemporanee, Matteo Fraterno, 2020 © Fondazione Morra, foto di Roberta Cinque

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