JACK SAVORETTI. MADE IN ITALY

di Vera Viselli

Nato a Londra da padre genovese e madre polacco-tedesca, Jack Savoretti è uno dei migliori artisti musicali del momento. Dopo Between The Minds (2006, album d’esordio), Harder Than Easy (2009) e Before The Storm (2012, che ebbe ampio consenso dalla critica) arriva finalmente la consacrazione con Written In Scars: pubblicato a febbraio 2015, è stato ri-editato a fine ottobre con l’aggiunta di due nuovi brani, Back Where I Belong e Catapult, insieme ad alcune versioni live. Oltre al nuovo singolo Catapult, presentato il 13 novembre 2015 (una ballad intensissima, scritta a quattro mani da Savoretti e Jon Green ed anche prodotta da quest’ultimo) si alternano le ritmiche The Other Side Of Love, Written In Scars, Tie Me Down con le sonorità più lente ma non meno passionali di Back To Me, Home, Broken Glass, passando per una cover eccezionale di Nobody ‘Cept You di Bob Dylan.

Dopo aver già girato l’Italia in primavera, Savoretti è tornato con alcune date italiane tra le quali quella del 21 novembre all’Estragon di Bologna per un concerto free organizzato da Jack On Tour, il viaggio musicale di Jack Daniel’s.
Da solo, con chitarra e voce, Savoretti strugge con una cover di Lucio Battisti, Ancora tu, mentre, accompagnato dai suoi due musicisti, con chitarra e batteria fa ballare con performaces che fondono country e rock, unite dal suo timbro così profondamente graffiato. È uno di quei pochissimi artisti che stupisce ogni volta, su un palco, perché suona e canta coinvolgendo emotivamente, con una rabbia per avercela fatta a fare musica (quattro anni fa stava per abbandonare tutto, dopo l’ennesima delusione) che si avverte, sempre e comunque, rendendolo stupefacente negli show live e affermandolo come uno dei cantautori più poliedrici ed affascinanti, forse non solo tra i contemporanei.
Prima del concerto, presentato da Federico Russo (media partner Radio Deejay e DMAX), lo abbiamo incontrato per un’intervista.

Hai definito Written in scars il tuo primo, vero album. Ci racconti com’è nato? Hai dichiarato che l’idea ti è venuta dopo aver visto un documentario su Paul Simon…
Sì, ho visto il documentario su Paul Simon e da lì mi è venuta l’idea su come fare l’album: lui ha detto che tutti i suoi album li approccia partendo dal ritmo e disegna le canzoni attorno ad esso. Ho deciso quindi di fare la stessa cosa e, in questo modo, l’album ha acquisito più grinta rispetto ai precedenti perché il ritmo ispira sempre un po’ di grinta, anche quando balli o ti muovi, e la stessa cosa succede quando si scrive: mettendoci prima il ritmo, poi è uscita la grinta.

Molte tue canzoni sono state scelte per delle serie televisive, hai addirittura scritto una canzone appositamente per un film (One day, per Post Grad di Vicky Jenson, n.d.r.). Com’è il rapporto fra la musica, le serie televisive ed il cinema? Hai in programma altre collaborazioni di questo tipo?
Spero di sì. Ho iniziato nel momento in cui gli show televisivi americani reinventavano un po’ la figura del cantautore. Si era arrivati ad un punto in cui le grandi band, come i Coldplay, gli U2, Madonna, erano troppo care e quindi le televisioni sono venute da noi chiedendoci le nostre canzoni per un quarto del prezzo. Alcune le abbiamo date anche gratis, perché comunque le serie televisive contemporanee forse sono fatte anche meglio dei film americani, ma soprattutto sono fatte con le giuste intenzioni, disposte a metterti davanti ad un pubblico che uno non poteva neanche immaginarsi. Prima le radio non trasmettevano le canzoni dei cantautori, i film neanche per sogno, mentre invece le serie televisive hanno fatto da apripista in questo senso. Poi è arrivata quest’ondata di cantautori e di band serie. Io mi sento comunque in debito nei confronti di questi show.

IMG_0033-12
Jack Savoretti live at Estragon, Bologna (IT), 21 Nov 2015. Jack Daniel’s Jack On Tour. Ph. IL MURO

Hai aperto un concerto di Bruce Springsteen, a Londra: lui negli anni ’90-2000 è stato molto influenzato dalla musica acustica ed anche tu, come lui, hai molte sonorità acustiche nei tuoi brani. Hai in progetto qualche album acustico?
Non credo, ho sempre il terrore di fare un album troppo cantautorale, specialmente adesso. I miei primi album erano molto più da cantautore, se li vogliamo definire così. Adesso detesto i generi e le etichette, quindi cerco di uscire dal ruolo del cantautore in senso stretto. Uno dei miei artisti preferiti è Lucio Battisti e nessuno dei suoi album sembra da cantautore.

Hai mai provato a scrivere canzoni in italiano?
Sì, ma non le farò mai sentire a nessuno perché dico sempre che in italiano è facilissimo scrivere una canzone del cavolo ed è difficilissimo scrivere una canzone giusta. È per questo che sono più di dieci anni che mancano i vari Dalla, De Gregori, Battisti, De Andrè, Guccini, perché l’italiano è un linguaggio difficile da usare bene.

C’è qualche cantautore italiano contemporaneo che ti piace ascoltare?
Sì, sono un fan di Zibba, che è ligure. Poi c’è Jack Jaselli, che purtroppo questa sera non può suonare per motivi di salute, che è un grandissimo talento italiano; c’è Violetta Zironi. L’Italia è piena di bravissimi giovani cantautori: ci sono Elisa, Carmen Consoli, la lista è davvero lunga.

IMG_0038-6
Jack Savoretti live at Estragon, Bologna (IT), 21 Nov 2015. Jack Daniel’s Jack On Tour. Ph. IL MURO

Jack Savoretti – intervista – IL MURO from IL MURO on Vimeo.

Condividi sui social!Share on FacebookShare on Google+Tweet about this on TwitterShare on LinkedIn